La Storia di Dalmine


La storia di Dalmine affonda le proprie radici in quella dei suoi quartieri.

 

La testimonianza delle origini romane è data dal ritrovamento in Sforzatica di reperti (in particolare l'esistenza di una costruzione sacra a Oleno, di un'ara sepolcrale e di epigrafi) che inducono ad ipotizzare che in questi luoghi esistesse un "vicus romanus", un borgo di una certa importanza.

In epoca medievale ritroviamo memorie di queste terre in numerosi documenti.

 

 I due villaggi di Sforzatica e di Oleno sono menzionati in alcuni documenti dell' 879 (vicus Sportìadica) e del 909 (Aulene).

 

 Allo stesso anno risale la prima menzione di Mariano (Marelianus) che insieme a Guzzanica (970, Jusianica) segnala Sforzatica ed Oleno tra le quindici terre Bergamasche fortificate con un "castello" prima dell'anno Mille.

 

Dalmine invece appare in documenti del 975 (Almene), mentre Sabbio si parla per la prima volta nel 954(Sabie).

 

Negli Statuti di Bergamo del 1263 i cinque abitati di Dalmine, Guzzanica, Mariano, Sabbio e Sforzatica sono nominati come comuni a sè stanti.

 

 Dal 1788 tutte le parrocchie di Dalmine passarono alla diocesi di Bergamo.

Alla fine del 700, le numerose proprietà terriere dei Canonici Lateranesi di Santo Spirito passarono in proprietà ai Conti Camozzi, di cui illustre fu Gabriele, grande patriota del Risorgimento Italiano.

 Di quell' epoca nella Villa Dall' Ovo si può ancora oggi ammirare, affrescata in una sala, l'epoca dei "Garibaldini".

 

Nel 1920 gli abitanti di Dalmine erano 671 su 126 famiglie.

 

Con il Regio Decreto 7 luglio 1927 i tre comuni presistenti di Sabbio Bergamasco, Sforzatica e Mariano al Brembo vennero accorpati in un unico Comune di Dalmine.

 

 Sorse così il quartiere Brembo e la parrocchia di Guzzanica si staccò da Stezzano per essere annessa al comune di Dalmine.

 

Con il dpr 24 marzo 1994 venne attribuito a Dalmine il titolo di città e oggi è il terzo comune della Provincia per numero di abitanti, dopo Bergamo e Treviglio

 

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